Invidia o Consapevolezza

19. Ago

 

YOGA E MEDITAZIONE

Oggi affronteremo un tema caro a tanti praticanti Yoga, e agli esseri umani in genere.

Secondo il dizionario, il termine invidia (dal latino in – avversativo – e videre, guardare contro, ostilmente, biecamente o genericamente guardare male, quindi “gettare il malocchio“) si riferisce a uno stato d’animo o sentimento per cui, in relazione a un bene o una qualità posseduta da un altro, si prova spesso astio e un risentimento tale da desiderare il male di colui che ha quel bene o qualità. Ci sono varie sfumature, e spesso questo “desiderare il male” non è proprio del tutto cosciente.

Se però ci analizziamo un attimo, se, quando provi invidia, ti fermi un istante e ascolti, senti te stesso, in modo “mindful” e provi a “guardare” il tuo sentimento, come se lo osservassi dall’esterno, potresti iniziare a farti almeno una domanda: qual è lo scopo di questo sentimento? Che cosa ne guadagno a invidiare una persona? Com

e faccio a essere così sicuro che quella persona ha ciò che io penso? Spesso chi invidia “inferisce” che a “certe persone va sempre tutto bene”, e non sopporta questo, perché è convinto di essere sfortunato e che non sia giusto che altri siano più fortunati! Questa inferenza però, spesso non è reale, è solo una interpretazione, magari del comportamento di persone che sono sempre sorridenti, che trasmettono gioia in ogni momento, che sono solari, positive, ottimiste. “Quella là a cui va tutto bene”, spesso ha i suoi problemi ( ebbene sì, c’è anche chi ha problemi ma non se ne lamenta!! C’è chi ha imparato a guardare il “bicchiere mezzo pieno”), non significa che ora vive su un altro pianeta, ma, anche se è ancora sulla Terra, e quindi ha i problemi, le relazioni, le situazioni da affrontare ogni giorno come gli altri, semplicemente ha deciso di non dare energia e nutrimento al proprio “Sfidante” interiore, che si nutre di rabbia, lamentela, tristezza, angoscia, rancore, e quindi anche invidia.. Prova a pensare a Marylin Monroe, simbolo della bellezza e della ricchezza, della fama e di tutto ciò che una donna può desiderare. Nessuno di noi può sapere per certo cosa vive una persona, le sue angosce, i suoi pensieri, nessuno può essere certo che qualcun altro sia felice, questo può saperlo solo la persona interessata! Questo sarebbe già un ottimo motivo per smettere di invidiare, sapere che quello che pensi abbia un’altra persona, non è per niente certo, perciò logori il tuo fegato e crei tossine nel tuo corpo ( eh già, le tossine emozionali prima o poi intossicano il corpo fisico..), per qualcosa che hai creato nella tu

a mente sulla base di supposizioni tue, non verificabili. Se però questo motivo non ti basta, te ne darò un altro. Secondo la Legge del Karma (“la giustizia Divina è perfetta”, ossia non ci sono casi o errori nell’Universo) ogni azione che facciamo torna indietro, in qualche forma o modo, prima o poi. I pensieri fanno parte delle azioni in senso lato ( “pensieri, parole, opere e omissioni” sono tutte comunque “azioni”..), perciò l’invidia nuoce in primis all’invidioso, ma anche all’invidiato, poiché mette in circolo un’ ”energia”, una “forma-pensiero”, quindi anche questo pagherà nei suoi “conti” chi mette in giro pensieri ( e peggio ancora parole, di critica, calunnia ecc.) di invidia. Come è emerso, quindi, per “curare” l’invidia occorre comprendere che si tratta di un disequilibrio, di qualcosa che è dentro la nostra mente e che nutre il suo lato più oscuro e logorante. Come

sempre la consapevolezza è il primo passo. Poi possiamo riflettere sullo scopo di questo sentimento, a cosa mi può portare? E’ proprio vero che il mio successo dipende dall’insuccesso di un’altra persona? E’ vero che la mia autostima, la mia autovalutazione, dipende da quanto posso sentir valutare male gli altri? Forse, se la pensi così, sarebbe bene fare un bel lavoro sull’aumento dell’autostima, sullo Yoga come Centratura nel valore vero, nella consapevolezza di essere pienamente espressione divina su questa Terra, Creatura degna di vivere qui e ora e di esprimere la sua originalità e il suo talento, cercando di riscoprire questa originalità nel contatto profondo e vero con te stesso, col tuo Centro, dove regnano Amore e Gioia, che sono anche in te, solo, li hai un po’ dimenticati…

Se poi fosse anche vero che tante persone fossero realmente felici e realizzate, mettiamo anche la possibilità di questa ipotesi, credi davvero che per te sarebbe un male? Se hai compreso in parte il mio messaggio, ti do’ un’altra notizia, che chiude il quadro: più persone felici ci sono, felici di gioia vera ( non felici perché hanno rubato, questa non è vera gioia, tanto per spiegare con un esempio..), più gioia si mette in circolo nel pianeta, più questa “gioia” diventa un’energia che si propaga ( pensa a

quando qualcuno ti saluta con gioia e sorridendo, o a qualcuno che ti guarda in cagnesco e ti insulta perché hai parcheggiato male.. sarai più contenta nel primo caso o nel secondo, andando al lavoro?), e che prima o poi torna anche a te! E’ molto meglio mettere in circolo una “spirale positiva”, anziché incontrare persone frustrate e scontente, che ti parlano solo di problemi e lamentele, e che mettono in circolo energie di tristezza e di rabbia, che in qualche modo, sappi, si attaccano anche a te, se non sei costantemente consapevole di come funziona, e quindi non è un sollievo sapere che gli altri soffrono ( “mi consolo, c’è chi sta peggio di me” è un modo di dire terribile che denota la mentalità comune). Se ragioniamo in modo Yogico, in cui “tutto è Uno”, noi siamo un Insieme, e più Felicità c’è nel Sistema, più ne beneficia ogni membro del sistema

Silva Iotti

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